PARODONTITE E CUORE: COSA C'È DA SAPERE, SPIEGATO SEMPLICE

La bocca e il cuore sono collegati più di quanto si pensi.

Per molto tempo si è pensato alla bocca come a una parte “separata” dal resto del corpo. Oggi sappiamo che non è così: le infezioni gengivali possono avere un impatto reale sulla salute del cuore e dei vasi sanguigni.
Diversi studi internazionali — tra cui uno della American Heart Association del 2022 — mostrano che chi soffre di parodontite ha un rischio più alto di infarto e ictus rispetto a chi non ne soffre.
Come è possibile? Due meccanismi principali

1. I batteri viaggiano nel sangue
Quando le gengive sono infiammate, si formano piccole lesioni che permettono ai batteri della bocca di entrare nel sangue. Alcuni ricercatori hanno trovato tracce di questi stessi batteri proprio dentro le placche di colesterolo prelevate dalle arterie di alcuni pazienti. Una volta lì, questi batteri possono rendere le placche più instabili, aumentando il rischio di trombosi.
2. L'infiammazione non resta solo in bocca
Una gengivite o una parodontite non curata mantengono il corpo in uno stato di infiammazione continua. Le gengive infiammate rilasciano nel sangue sostanze che, nel tempo, danneggiano la parete interna dei vasi sanguigni e favoriscono l'accumulo di colesterolo nelle arterie. Curare l'infiammazione della bocca significa quindi, in parte, proteggere anche il cuore.
Cure dentali e cuore: perché serve prudenza
Alcune procedure dentali comuni — come una pulizia professionale, un'estrazione o un intervento chirurgico — possono far entrare batteri nel sangue per un breve periodo. Nella maggior parte delle persone questo non è un problema. Ma in chi ha protesi valvolari cardiache, una precedente infezione delle valvole del cuore (endocardite) o alcune cardiopatie congenite, questo può favorire un'infezione cardiaca seria.
Per questo, le linee guida internazionali (condivise dalla comunità scientifica americana ed europea) prevedono che in questi pazienti il medico possa valutare, caso per caso, se sia opportuna una copertura farmacologica preventiva prima di certe cure dentali. È il cardiologo insieme al dentista a stabilire, secondo queste linee guida, se e quando questa precauzione sia davvero necessaria.
Perché i richiami periodici sono così importanti
Non basta curare una volta la parodontite: serve mantenerla sotto controllo nel tempo, con richiami di igiene regolari. Questo vale per tutti, ma diventa quasi indispensabile in alcune situazioni:

Chi ha una cardiopatia (valvole cardiache, pregresso infarto, aritmie, protesi valvolari).
Chi ha già avuto la parodontite, anche se curata con successo: senza controlli regolari, l'infiammazione può ripresentarsi silenziosamente.
Chi soffre di diabete mellito, in particolare di tipo 1: il diabete e la parodontite si alimentano a vicenda in un circolo vizioso, e questo circolo pesa ulteriormente sul rischio cardiovascolare.
In queste persone, saltare i richiami non significa solo rischiare di perdere qualche dente: significa lasciare accesa, senza controllo, una fonte di infiammazione che può continuare a colpire silenziosamente il cuore e i vasi sanguigni.
Il messaggio da portare a casa
Un buon controllo dentale regolare non è solo estetica. Per chi ha già problemi di cuore, diabete o una storia di parodontite, è parte integrante della prevenzione cardiovascolare, tanto quanto un controllo della pressione o del colesterolo.
FAQ – Parodontite e Salute Cardiovascolare
Che legame c'è tra la parodontite (piorrea) e i problemi al cuore?
Numerosi studi scientifici, inclusi quelli dell'American Heart Association, confermano una connessione diretta tra infezioni gengivali e salute cardiovascolare. I batteri presenti nella bocca possono penetrare nel flusso sanguigno attraverso le lesioni gengivali, raggiungendo le arterie e favorendo l'instabilità delle placche di colesterolo. Inoltre, l'infiammazione cronica tipica della parodontite danneggia la parete dei vasi sanguigni, aumentando il rischio cardiovascolare complessivo.
Chi soffre di cardiopatie deve seguire precauzioni particolari dal dentista?
Sì. Procedure odontoiatriche comuni (come la pulizia dei denti professionale, le estrazioni o la chirurgia) possono causare un passaggio transitorio di batteri nel sangue. Per i pazienti con protesi valvolari, cardiopatie congenite o un'anamnesi di endocardite, le linee guida internazionali raccomandano una valutazione congiunta tra cardiologo e dentista per valutare un'eventuale copertura antibiotica preventiva. Presso il Centro Medico Tiziano a Roma Talenti gestiamo ogni caso con un approccio polispecialistico e personalizzato.
Perché i controlli periodici e la seduta di igiene sono fondamentali per il cuore?
Mantenere sotto controllo la parodontite attraverso richiami di igiene orale regolari è essenziale non solo per salvare i denti, ma anche per spegnere una fonte di infiammazione sistemica. Questo è particolarmente cruciale per chi ha già una storia di problemi cardiaci, diabete mellito o precedenti episodi di parodontite, poiché l'assenza di controlli lascia attiva un'infezione silenziosa che colpisce i vasi sanguigni.
Che rapporto c'è tra diabete, parodontite e rischio cardiovascolare?
Il diabete mellito e la parodontite si alimentano a vicenda in un vero e proprio circolo vizioso: l'infiammazione gengivale peggiora il controllo della glicemia e viceversa. Questo duplice fattore amplifica ulteriormente il carico di rischio sul sistema cardiovascolare. Per questo motivo, i pazienti diabetici seguiti al Centro Medico Tiziano ricevono un piano di prevenzione odontoiatrica integrata.
Dove posso fare una visita parodontale e una valutazione cardiologica a Roma Talenti?
Il Centro Medico Tiziano a Roma Talenti è un centro polispecialistico in grado di offrire un percorso di cura integrato. Grazie alla stretta collaborazione tra specialisti in odontoiatria e cardiologia, i pazienti possono ricevere una diagnosi accurata e un piano di prevenzione mirato per proteggere sia il sorriso che la salute del cuore.

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